Vinificazione

Lavorazione dell'uva

Le uve, raccolte con cura e trasportate in cantina, vengono convogliate alla pressa pneumatica per essere sottoposte ad una pressatura soffice. È una pigiatura che mira a preservare il più elevato livello di qualità possibile e viene comunemente impiegata per i vini destinati alla spumantizzazione.

Successivamente il mosto viene raffreddato e convogliato nelle vasche di raccolta dove avverrà la prima fermentazione. In dieci giorni, la fermentazione consente allo zucchero contenuto nell’uva di trasformarsi, con l’aiuto di lieviti selezionati, in alcool. Le basi, così trasformate, vengono quindi conservate in queste vasche e lasciate riposare fino alla fase successiva.

La presa di spuma o seconda fermentazione avviene, secondo il metodo Martinotti-Charmat, nelle autoclavi a temperatura controllata e ha una durata media di 30 giorni. In questa fase, grazie all’aggiunta di nuovi lieviti selezionati, gli zuccheri residui vanno a produrre nuovamente alcool, attestando la gradazione a 11% vol. circa. L’anidride carbonica che si sprigiona in questo processo non si disperde ma rimane all’interno delle autoclavi andando ad integrarsi completamente con il vino. Dopo la rifermentazione il vino viene stabilizzato e lasciato a riposare sui lieviti per un periodo variabile da 30 a 60 giorni a discrezione dell’enologo. Il contatto con i lieviti permette al vino di acquisire tipicità ed aromi di maggiore raffinatezza.
Dopo un’ulteriore e ultima filtrazione il vino viene conservato in autoclave, sempre a basse temperature, fino al momento dell’imbottigliamento.